Bufale SEO | Condivisioni Social e Ranking Google

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Qual’è il rapporto fra social engagement e ricerca organica?

Il numero di “mi piace” su Facebook, i followers su Twitter o Instagram e le condivisioni su Linkedin hanno sicuramente un impatto sul posizionamento dei siti web, ma non come potremmo ipotizzare.

Condivisioni social

Confusione o speculazione?

Sul web è pieno di articoli altisonanti di agenzie piccole e grandi che promettono di utilizzare i “social signals” come fattori per migliorare il ranking organico sulle SERP di Google. “Ormai è assodato che questi fattori influenzino il posizionamento organico“, si legge su una pagina di presentazione.
Che si tratti di semplice (e scusabile) confusione o di pura speculazione, in questo articolo cercherò di far luce sulla questione.

Social engagement come fattore di ranking

La confusione nasce dal fatto, dati alla mano, che i contenuti che vengono ben indicizzati sul motore di ricerca di Mountain View tendono a ricevere un buon numero di condivisioni sui social.

 

Come già scritto in precedenza nella lista dei fattori SEO Google, vi è un “rapporto di correlazione ma non causale” fra il numero di like, followers, condivisioni social ed il ranking nei motori di ricerca.
Lo stesso Matt Cutts (che dopo 16 anni ha da poco abbandonato Google per lavorare per il Pentagono..) afferma in modo categorico che l’algoritmo di Google non tiene conto dei social signals.

 

Come si spiega?

Probabilmente l’errore è non considerare il valore più importante per gli algoritmi dei singoli social networks: il CTR (Click Through Rate). Questo valore è usato sia da Twitter, da Facebook che da Linkedin per determinarne la copertura dei post. Metrica del tutto simile al CTR usato da Google, ma con scopi ovviamente differenti.

 

L’equivoco è qui: è ragionevole pensare che lo stesso contenuto, se di qualità, possa avere un tasso di CTR simile sulle diverse piattaforme. Ne consegue che vi sia un rapporto di correlazione fra posizionamento e diffusione in quanto gli algoritmi tengono conto (anche) della stessa metrica.

Google vs Facebook vs Twitter: come funzionano gli algoritmi

Quello che cambia fra i vari players sono le reazioni alle metriche, che vengono usate per stabilire la premiazione o la penalizzazione di un contenuto. Sui social si viene premiati con un aumento della copertura e diffusione del post (che può portare alla viralità del contenuto, in quanto genererà di conseguenza nuovo engagement, entrando in loop), sui motori di ricerca si viene premiati con un miglioramento del ranking.

Google

 

Variabili

  • posizione
  • impressione
 

    Azioni

  • Click

    • Bounce Rate
    • Avg. Visit Duration
    • Visitatori Unici
    • Pages/Visits

     

     

    Reazione

    Google riconoscerà nei risultati più in basso della SERP con migliore CTR una maggiore pertinenza rispetto alla specifica keyword di ricerca, premiandola nel posizionamento.

 

Facebook

 

Variabili

  • impressione
 

Azioni

  • Click su link
  • Click su immagine/video
  • Click su hashtag
  • Click su profilo
  • Commento
  • Like
 

Reazione

Facebook aumenterà la copertura del post, rendendolo visibile ad un maggior numero di utenti

 

Twitter

 

Variabili

  • impressione
 

Azioni

  • Click su link
  • Click su immagine/video
  • Click su hashtag
  • Commento
  • Like
  • Retweet
 

Reazione

Da quando Twitter ha adottato il nuovo algoritmo di visualizzazione della feed (febbraio 2016), Twitter, come Facebook, aumenterà la copertura del post.

 

Conclusioni

Se sviluppiamo una strategia di contenuti di successo limitata ai social, rischiamo di perdere la grande opportunità di veicolare quegli stessi contenuti sui motori di ricerca con gli stessi ottimi risultati. E viceversa.
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